Desenzano sul Garda

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Desenzano sul Garda

La capitale del Garda. Desenzano del Garda adagiata sui colli morenici che chiudono il lago a sud-ovest, era nel Quattrocento uno dei maggiori mercati cerealicoli del Garda, dove approdavano le barche che collegavano i centri rivieraschi. Oggi si presenta come una vivace ed elegante cittadina di circa 25.000 abitanti collocata all'estremità sud-ovest del Lago di Garda, in provincia di Brescia. Al centro di un turismo intelligente, che si proponga di unire al riposo e al divertimento una stimolante ricerca di paesaggi e di affascinanti memorie storico-ambientali.

Cuore pulsante della vita di Desenzano è piazza Malvezzi, risalente risale al Cinquecento (arch. Giulio Todeschini). A quel tempo, fino alla caduta della Repubblica Veneta (1797), Desenzano fu uno dei più importanti mercati di granaglie dell' Italia settentrionale. Le arcate dei portici si sostengono su antiche colonne e pilastri di pietra: colonne a fusto terminante a colonna di petali molto stilizzati e, più numerosi, pilastri a bugne sorreggenti archi di diversa campata. Lungo le facciate degli edifici, che si ergono sui portici, vi sono larghe rientranze adibite a terrazze.
La piazza è delimitata verso il lago dal suggestivo Porto vecchio. Nel mezzo dei portici si erge il bianco palazzo del Provveditore veneto (1585), mentre, affacciato sull’antica darsena, spicca il palazzo comunale (1580), entrambe opere incomplete dell’architetto bresciano Giulio Todeschini.
L’attuale porticciolo (detto appunto “Porto vecchio”), di cui si parla già nel 1274, fu costruito nell’attuale configurazione all’epoca della Repubblica veneta.
Prima dell'Ottocento il porticciolo (oggi detto anche Porto Vecchio) era difeso da una larga banchina e da alcuni scogli che frenavano l'impeto delle acque quando il lago era in burrasca e i battelli attraccavano alla banchina ad esso antistante.
Nell'Ottocento notevole era il traffico di merci, che partivano da Desenzano o giungevano ad essa dai centri lacustri con i battelli o con grandi natanti trainati da piccoli rimorchiatori. Una tranvia partiva da un piazzale oggi occupato dai giardini all'inizio del Lungolago C. Battisti e collegava Desenzano con Castiglione e Mantova.
Vi è poi Palazzo Todeschini,  un solenne edificio con quindici arcate in pietra di Malcesine a bugne, rimasto casa comunale fino agli anni ’70 ed ora prestigiosa sede convegnistica affacciato su uno dei più caratteristici porticcioli del Garda. Il palazzo deve il suo nome all'architetto bresciano, Giulio Todeschini, che lo elevò nel 1580 circa.
Il palazzo dispone di tre sale e il loro nome è quello dei tipici venti (Peler, Vinessa e Ander) che soffiano sul lago di Garda.
Merita senza dubbio una visita anche il Duomo Santa Maria Maggiore

LA VILLA ROMANA
Rinvenuta alcuni decenni fa nel centro storico di Desenzano, la villa romana rappresenta oggi la più importante testimonianza nell'Italia settentrionale delle grandi ville tardo-antiche.
dati archeologici testimoniano che la rovina del complesso fu causata da un violento incendio. La villa comunque conserva ancora il fascino dello sfarzo originale e si possono ancora ammirare i resti dei mosaici, delle mura e le fondamenta. La villa di Desenzano era disposta ai piedi di un declivio collinare e la spiaggia era a pochi metri da essa. Chi oggi vuole avere una visione d'insieme della villa, deve con la fantasia far emergere dal complesso dei ruderi le strutture degli ampi e distinti blocchi di edifici risalenti all'inizio del IV sec. d.C, e non tener conto, in questo suo primo approccio, di tutti quegli elementi che risalgono a dimore di periodi antecedenti, i cui resti, disposti su livelli inferiori, qua e là si intravedono. All'ingresso della villa è sistemato un piccolo museo che in tre sale espone materiali provenienti dagli scavi: fra questi vi sono resti di statue e di ritratti molto interessanti oltre a un frantoio per la spremitura di uva o di olive.
La villa romana di Desenzano si divide in tre settori A,B,C.
Il settore A è disposto secondo la direzione assiale est-ovest- A est v'è un vestibolo ottagonale, da cui allora si accedeva alla spiaggia e, probabilmente, al porticciolo; dal vestibolo si entra nel peristilio, un cortile interno che era circondato su tutti i lati da portici e ornato di statue; dal peristilio si accede all'atrio a forcipe e, quindi, al triclinium, che era una stanza di rappresentanza triabsidata..
Il triclinium era ricoperto da un tetto a cupola oppure a volta di botte. I locali e il peristilio erano pavimentati con mosaici raffiguranti schemi geometrici e motivi vegetali che creavano effetti cromatici.
La villa del settore A venne alla luce durante gli anni 1921-23 e fu restaurata solo nel 1928-30, quando i mosaici e le strutture avevano già subito un grave deterioramento.
Dopo una serie di piccoli vani adibiti ai servizi c'era l'entrata alla villa stessa da cui vi era la strada che separava il settore A dal settore B.
Il settore B fu soggetto, in età romana, a varie trasformazioni, dall'età augustea sino alla fine del IV secolo d.C., se non addirittura all'inizio del V secolo d.C.
In questo settore si osservano vari locali il cui asse direzionale è disposto da est a ovest, come quello del settore A. Gli ambienti residenziali a nord hanno mosaici geometrici il cui stile è collegabile con quello dei mosaici del settore A. Risalgono quindi alla fine del III secolo o inizio del IV secolo dopo Cristo.
Il settore C è stato fra i più danneggiati. Esso aveva vani con pavimentazione in lastre marmoree e impianti di riscaldamento sia sotto i pavimenti sia nelle intercapedini delle pareti ed adempiva, con ogni probabilità a funzioni termali.
All'ingresso della villa è sistemato un piccolo museo che in tre sale espone materiali provenienti dagli scavi: un pozzetto permette inoltre di vedere un ipocausto, cioè una camera calorifera sotterranea che era parte integrante di una serie di ambienti con pilastrini di mattoni su cui poggiava il pavimento probabilmente d'epoca augustea.

ORARIO DI APERTURA:
Dal 1° marzo al 14 ottobre
feriali: dalle 8,30 alle 19,00
festivi: dalle 9.00 alle 17,30
Dal 15 ottobre al 28 febbraio
feriali: dalle 8,30 alle 16,30
festivi: dalle 9,00 alle 16,30
chiuso: il lunedì (se non festivo, altrimenti il martedì o -comunque- il primo giorno successivo se non festivo) 1° GENNAIO - 1° MAGGIO - 25 DICEMBRE

Villa Romana
Via Crocefisso,22
Tel. 030. 9143547

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO "GIOVANNI RAMBOTTI":
Il Civico Museo Archeologico di Desenzano del Garda, intitolato a Giovanni Rambotti, preside del locale Liceo Bagatta è ricercatore archeologo, è stato inaugurato nel 1990 (ma l’idea era già maturata nel corso degli anni ’80) con la volontà di offrire un ampio panorama delle culture preistoriche succedutesi nella regione benacense. Il territorio di Desenzano, così come quello di molti paesi adagiati sulle rive del lago, è molto ricco di testimonianze dell'età del Bronzo provenienti dagli abitati palafitticoli.
L’attuale sede del museo è il Monastero di S. Maria del Carmine, fondato dai frati carmelitani nel 1472.
La chiesa attigua, successivamente sconsacrata ed ora adibita a cinema, era già intitolata a S. Maria de Senioribus. 
Il chiostro, a pianta quadrata con cinque arcate per lato e venti colonne, era stato completato già almeno nel 1547.

L'ingresso al Museo è libero per tutti i visitatori.
La visita a mostre temporanee potrebbe essere a pagamento

Orari di apertura:
Martedì - venerdì 15.00 - 19.00; sabato, domenica e festivi 14.30 - 19.00
Chiuso il lunedì.
Museo Civico Archeologico "Giovanni Rambotti"
c/o Chiostro di Santa Maria de Senioribus
Via T. Dal Molin, 7/c,
Telefono: +39 030 91 44 529
Fax: +39 030 999 42 75
E.mail: cdes.museo@onde.net

IL CASTELLO:
Il castello è l'edificio che caratterizza l'aspetto della città di Desenzano sia che la si veda comparire provenendo dall'entroterra, sia che la si guardi dal porto o, lontana, dal lago.
Alla fine del Quattrocento il castello, che ebbe origine nell'Alto Medioevo e probabilmente sorse sulle fondamenta di un castrum romano, fu ampliato nella parte sud, ma non divenne mai una fortezza militare, anche se l'ingrandimento fu fatto per ospitare una guarnigione. Continuò ad assolvere soprattutto la funzione di rifugio per la popolazione.
Nell'interno del castello continuarono ad esservi abitazioni di privati cittadini pronti ad accogliere, in caso di pericolo, coloro che abitavano fuori le mura di esso.
In seguito il castello perse via via la sua funzione di rifugio, continuando ad essere abitato da famiglie, anche se il suo degrado, per quasi tutto l'Ottocento, procedette sempre più grave. Nel castello v'era pure una chiesa, la chiesa di S. Ambrogio, che fu utilizzata come casa privata.
Dell'antico castello rimangono alcuni tratti di cortine murarie con merli sgretolati fra le quattro torri angolari mozze, ad eccezione di quella sullo spigolo a nord-est che, fino al 1940, funzionò come specola.
Dalla sua terrazza si gode uno dei più bei panorami del Garda.